Più che commentare le varie tecniche voglio fare una paronamica sui concetti di base, e in particolare spiegare alcuni dei principi fondamentali che da conoscere prima di mattersi a giocare con l'energia. La realtà sottile la chiamiamo così in quanto, anche se non la tocchiamo con mani o la vediamo con i nostri occhi, è reale e oggettiva tanto quanto quella densa, e proprio per questo, come esistono dei modelli fisici che descrivono la realtà densa, allo stesso modo esistono anche modelli fisici che descrivono la realtà sottile, energetica.

Le tecniche menzionate sopra, come quasi tutte le tecniche che si trovano sul mercato, di questa conoscenza oggettiva, della realtà sottile sanno ben poco (alcune più, altre meno, ma tutte si fermano alle basi). La maggior parte assomigliano piuttosto ad una qualche forma di religione, in quanto basate sostanzialmente sulla superstizione. Recita questa frase, usa questo simbolo, fai questo gesto ed otterrai sicuramente questo risultato: questo è ciò che gli insegnano, questo è ciò in cui credono. E su quali siano i risultati di questo modo di fare, infatti, c'è ben poco da commentare. Hanno fatto un corso di un weekend, ottenuto un bel diploma, e ora si credono déi: fanno miracoli, parlano con gli angeli, resuscitano i morti. La verità è che sull'uso dell'energia sottile sanno ben poco, e che, un po' come tutti, hanno bisogno anche di loro di costruirsi dei castelli mentali nei quali potersi rifugiare e sentirsi sicuri.

Utilizzare l'energia sottile può dare molti benefici, ma se usata senza consapevolezza, può portare anche molti effetti che di benefico hanno ben poco. E gli esempi possono essere molti. Uno è questo: poco tempo fa ad una persona che aveva un certo dolore fisico, ho suggerito di utilizzare una tecnica per andare a sciogliere il trauma a livello energetico, in modo da favorire la guarigione, ma lui, invece di sciogliere il trauma, ha fatto l'opposto, ovvero ha mandato energia alla zona del trauma dove sentiva dolore, finendo per alimentarlo. Così facendo è stato peggio di prima. Ora, che la colpa sia mia che potrei essermi spiegato male, o sua perché ha voluto fare di testa sua invece di ascoltarmi, poco importa. Ciò che ci interessa capire, è che in realtà in molte tecniche energetiche ciò avviene fin troppo spesso. E questo, appunto, perché mancano le basi, che non si possono imparare certo in un corso di un weekend, ma come minimo seguendo un Maestro per almeno qualche anno. Cosa che oggi, nella società del tutto e subito, o con il bisogno di fare vari trattamenti al giorno per poter pagare l'affitto, ovviamente viene meno.

E non mi stupisco infatti se queste persone, dopo anni di trattamenti inutili e tante belle parole, poi hanno anche il coraggio di lamentarsi perché si sentono come delle "lavatrici" piene! Perché accade questo? Semplice: perché non sanno ciò che fanno! Quando hanno fatto il corso, gli è stato detto, per esempio, che dopo il trattamento devono visualizzare le connessioni che hanno aperto con l'altra persona, e dare loro l'ordine di dissolversi, o immaginare di tagliarle, come se avessero una forbice. Purtroppo per loro però le cose non sono proprio così facili, e infatti, dopo molti trattamenti, ovvero dopo che hanno accumulato abbastanza energie congeste da accorgersi di qualcosa, si rendono finalmente conto del disastro che hanno combinato.

Questo accade, naturalmente, perché le connessioni che si formano tra l'operatore e il ricevente non si annullano solo con un banale ordine, e le energie congeste che si prendono durante e dopo il trattamento, a causa di queste connessioni che rimangono attive, continuano a sporcare il corpo energetico di entrambi. Questo scambio che avviene tra i due di energie congeste, è, in altre parole, uno scambio di stress, emozioni negative, pensieri vari, e altro. Il che vuol dire che nei giorni (o anche mesi) successivi l'uno sentirà la paure, la gelosia, la rabbia, o quello che è, che l'altro gli ha trasmesso e continua a trasmettergli attraverso le connessioni che si sono generate tra i due.

Alcuni potrebbero però dire che non è vero, che quando fanno, o si fanno fare, dei trattamenti energetici, la loro energia aumenta e che si sentono meglio. Il che è anche vero: nella maggior parte dei trattamenti comunque l'operatore invia anche una buona parte di energia vitale, utile per il corpo, e quindi benefica. Di fatto, però, ciò che succede si può riassumere così: l'operatore inconsapevole invia un miscuglio di energie, di diversa natura, tra le quali alcune sono più benefiche e sottili, o leggere, e altre invece più congeste e dense, o pesanti (nota bene: molte energie "congeste" sono anche energie "dense" o "pesanti", ma esistono anche energie congeste sottili e leggere). Le prime, essendo energie "leggere" e vitali, vengono usate facilmente dal corpo sottile, e vengono usate subito, dando subito i benefici. Le seconde, invece, si accumulano nel corpo sottile, e una volta che le prime si esauriscono (in genere, nel giro di poche ore o giorni) le seconde iniziano a farsi sentire, e le povere vittime si ritrovano ad aver pagato qualcuno solo per farle stare peggio. Questo può capitare, ma non così spesso: effetti negativi nel ricevente avvengono, a occhio, solo in un 15-20% dei casi.

Giusto per dare un'idea, il mio primo maestro mi ha fatto sviluppare la percezione dell'energia e mi ha fatto lavorare su di me per più di due anni prima di farmi anche solo provare a lavorare su qualcun altro. Nel mondo del mercato dell'ignoranza spirituale, invece, vedo i guru di turno che fanno fare trattamenti dopo un'ora di parole buttate al vento. E chi è là, purtroppo, gli va pure dietro, e più persone che molto probabilmente dovrebbero concentrarsi solo e soltanto sul praticare su sé stesse, si mettono ad inviare addirittura in gruppo lo schifo che si portano dentro alla cavia di turno.

Il corpo sottile non si purifica da solo, e le tecniche che vengono insegnate nella maggior parte dei corsi di efficacia in questo senso ne hanno ben poca, il che vuol dire che dovrebbero come minimo essere praticate per diverso tempo, molto di più di quello che poi l'operatore passa a fare trattamenti sugli altri (cosa, in senso più lato, dovrebbe essere sempre e comunque fatta). Tecniche poco efficaci e pure superficiali, che andrebbero prese perlopiù come delle linee guida, su cui meditare, ma che invece vengono prese alla lettera illudendo sia l'operatore sia il ricevente che il trattamento sia servito a qualcosa.

La verità è che il primo passo fondamentale per lavorare con l'energia sottile è imparare a percepirla e a conoscerla in modo scientifico e oggettivo. Ma, in molti corsi, ciò non avviene. Quando si parla di percepire, non si parla di qualcosa di generale, di vago o indefinito, né di seghe mentali di vario tipo. Percepire significa essere in grado di richiamare alla mente un qualunque campo energetico (tipo un chakra) e valutarlo: per esempio per capire la qualità e la quantità delle energie presenti nel campo, o per poter osservare la differenza prima e dopo averci lavorato. Molti operatori però non si interessano di sapere se dopo aver lavorato su dei meridiani o dei chakra questi siano effettivamente migliorati. A molti, quello che interessa invece è solo canalizzare "l'energia divina", pompare il loro fragile ego e sentirsi Gesù Cristo, e magari alla fine farsi pure pagare.

Una tecnica sicuramente utile e abbastanza diffusa per imparare a percepire l'energia sottile è il Palming, nel quale la percezione dell'energia sottile avviene attraverso le mani. Il palming, come alcuni lo definiscono, è la tecnica che dà accesso alla prima elementare di qualunque scuola quantomeno "decente" che tratta l'uso delle energie sottili. Chi usa il Palming ha senza dubbio molta più consapevolezza di ciò che fa. Il motivo è semplice: questo strumento permette loro di sentire direttamente ciò su cui lavora. Se è un trauma, può andare ad agire direttamente sul trauma, può sentire la qualità e la quantità di energia presente nel campo del trauma, può capire quanta efficacia ha nel lavorarlo, e quando l'avrà finalmente sciolto (perché, nel provare a percepirlo, non lo sentirà più). Oltre al palming esistono anche altre tecniche, perlopiù legate alla visualizzazione. Tecniche che richiedono però una molta più disciplina mentale del palming (che comunque ne richiede un po'), infatti troppo spesso non vengono capite, portando le persone a perdersi nell'immaginazione.

Se torniamo alle connessioni generate tra l'operatore e il ricevente, una volta finito il trattamento, grazie al palming, l'operatore è in grado di sentire quante connessioni ha generato, e può così scioglierle fino a quando non ne sente più. Che, chiaramente, è qualcosa di ben diverso dal lavorare con la superstizione, ordinando a qualcosa che non si sente e non si conosce di sparire, per poi sentirsi dio, convinti che realtà e illusione vadano in giro a braccetto. Se sono in compagnia di un cieco, e gli dico che l'oggetto che ho di fronte è verde, lui probabilmente ci crederà, anche se l'oggetto è di un altro colore, o anche se l'oggetto proprio non c'è. D'altronde, se non può vedere se l'oggetto è di un colore o di un altro, qualunque colore io dica lui non può verificare se è vero o no. Se arrivasse qualcun altro a dire che è di un colore diverso, non può sapere chi ha ragione. Se poi cieco non è solo lui, ma lo siamo tutti, figuratevi cosa ne può venire fuori se ci mettiamo a commentare un quadro... che magari in realtà è solo un muro vuoto! Ecco, questo è di fatto il mondo dei ciechi operatori olistici-energetici che affollano il mercato. Però non facciamo di tutta l'erba un fascio: le eccezioni ci sono, ma sono ben poche.

Perché sono così poche? Perché illudersi è facile, mentre lavorare a fondo e ogni giorno su di sé è molto più complicato. Oggi vogliamo tutto e subito, mentre la Conoscenza di Sé richiede impegno e disciplina. Sangue e sudore. Parole che spaventano i più, che preferiscono invece farsi intrattenere dalle più stupide favolette, e sono terrorizzati al solo pensiero di osservarsi allo specchio, di guardarsi dentro, di affrontare le proprie paure, i propri limiti. La sola idea di sporcarsi le mani a spalare la merda che si portano dentro, li schifa. Ed è proprio per questo che non crescono, ma restano perennemente immobili, rinchiusi nelle loro certezze.

In qualunque tradizione iniziatica, la via della Conoscenza di Sé è un percorso interiore che richiede dedizione, richiede un sacco di lavoro interiore e di purificazione prima di poter arrivare ad approcciarsi agli aspetti legati alla terapeutica. Richiede, per esempio, di disciplinare la mente. L'energia, come si sa, segue il pensiero, ma se il pensiero dell'operatore vaga continuamente da un pensiero all'altro, allora l'energia andrà di pari passo alla confusione mentale dell'operatore. Con tutte le conseguenze del caso.

La via richiede anche di sviluppare un rapporto con il proprio Sé, imparando ad agire secondo il suo volere, e non secondo i soliti programmi egoici. E, un fattore molto importante quando si lavora con l'energia sottile, è farsi sempre guidare dal proprio Sé. Un rapporto che può essere sviluppato solo nel silenzio, ottenuto, appunto, attraverso la disciplina. Solo quando la mente è capace di rimanere stabile nel silenzio possiamo ascoltare la voce del Sé. Una voce che non parla per parole, ma attraverso l'ispirazione. Una voce che, nel caso degli operatori che lavorano con l'energia sottile, gli dice innanzitutto se è il caso o no che facciano il trattamento. E anche, se hanno il consenso di agire, se ciò che stanno facendo è benefico per entrambi (operatore e ricevente), se è il giusto modo di lavorare, eccetera.

Naturalmente il mercato è pieno di operatori che dicono di conoscere, ascoltare e seguire il proprio Sé, ma poi, quando chiedi a questi se sono capaci di tenere la mente nel silenzio per un minuto senza distrarsi, la risposta ovviamente è no. Il che, a chi ha effettivamente una qualche idea di ciò di cui si parla, chiarisce subito molte cose. Come ben sappiamo, nella società in cui viviamo, dio è morto. La gente ha perso qualunque contatto con il Sacro, disperdendosi nell'oscurità dell'ignoranza.

Comunque, però, è anche vero che tutto è Dio. L'Unità è in ogni cosa. Anche queste espressioni cacodemoniche quindi, a ben guardare, sono una manifestazione divina. Ed effettivamente, da un punto di vista socioculturale e storico, rappresentano senza dubbio una forma di passaggio, esplosa dopo secoli di oscurantismo religioso. Proprio perché esplosiva, e quindi caotica, necessita pertanto però di trovare un ordine, di convogliarsi verso la ricerca di una conoscenza più oggettiva e scientifica, per quanto sempre spirituale.

Scienza e religione sono state separate in funzione al controllo dei popoli, ma la Verità è Una, e così Scienza e Spiritualità. Non a caso, questa separazione è relativamente moderna. Per i popoli antichi invece questa separazione non è mai esistita. Per loro, tutto il sapere comprendeva una visione totale della realtà, tanto fisica che spirituale. Una conoscenza, la Magia, alla quale è possibile accedere solo attraverso un percorso interiore, esoterico, iniziatico. È l'unione tra micro e macrocosmo, tra Cielo e Terra, tra il Tutto e l'Uno.

L'iniziazione è un percorso di maturazione interiore, che porta allo sviluppo del corpo spirituale, o sottile. Lo sviluppo del corpo sottile, o, quando questo viene suddiviso in strati, dei corpi sottili, è un altro punto fondamentale del processo. Sviluppare i corpi sottili significa sviluppare la capacità di percepire la realtà e agire nelle dimensioni ai quali corrispondono. Negli ambienti New Age si sente spesso parlare di arrivare a vivere in quinta dimensione e altre stupidaggini simili. Non si rendono proprio conto di quanto vuote siano le loro parole. In realtà, la maggior parte delle persone, operatori energetici compresi, hanno dei corpi sottili molto poco sviluppati, e chi ne è capace può facilmente verificarlo da solo. In molti vivono già, almeno qualche minuto al giorno, per esempio nella quinta dimensione, che nella scienza iniziatica è la dimensione legata per esempio alla creatività, come, più o meno, vivono in tutte le prime sette dimensioni. E qui si fermano: proprio per questo del Sacro è tanto se hanno visto solo qualche bagliore.

Torniamo però ai vari tipi di trattamenti (più o meno) energetici. Non sono certo tutti uguali. Esistono vari modi di operare, ma tra le varie tecniche c'è anche molto in comune, come ormai dovremmo aver già capito. Alcuni aspetti già li ho descritti. Che nel trattamento poi si usino le mani, o strumenti di vario tipo come aghi o cristalli, o trasmutatori energetici, le leggi fondamentali dell'energia sottile restano comunque le stesse, e prima di operare bisognerebbe conoscerle bene. Anche quando si fanno semplicemente dei massaggi. Quando qualcuno nel fare reiki utilizza un simbolo, quando un operatore pone un cristallo sul corpo di una persona, o richiama un angelo, nella maggior parte dei casi lo fa perché ha letto da qualche parte o qualcuno gli ha detto che quella cosa funziona in quel modo. Chi usa un cristallo o un simbolo dovrebbe essere in grado di valutare se quel cristallo o quel simbolo sono energeticamente puri, se hanno effettivamente o no una certa funzione. O anche, se quell'angelo è effettivamente benefico o se invece le belle sensazioni che dà mascherano effetti molto meno belli. Ma purtroppo, chi fa queste troppo spesso le conosce solo superficialmente, e non si rende conto dei reali effetti che provoca, più o meno belli che siano.

E potrei continuare ancora molto a fare esempi di questo tipo. Per esempio, non ho neanche accennato nulla sul luogo in cui si opera, che potrebbe prendere da solo un altro articolo. Comunque, ripeto e sottolineo, non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. Una piccola percentuale di chi lavora con l'energia effettivamente sa quello che fa, lo fa bene, e ottiene ottimi risultati. I più, invece, non hanno capito nulla, dovrebbero smettere di fare quello che fanno, e trovarsi un buon maestro. Per capirci meglio, voglio fare ora anche qualche breve esempio di cosa significa essere capaci di fare un trattamento di riequilibrio energetico utile ed efficace.

Una situazione comune: il mal di testa. Ogni volta che il mal di testa è leggero, per esempio dato solo da un po' di stress, e non è collegato a qualcosa di più profondo, uno o due minuti al massimo è il tempo che serve a farlo passare.

Il caso di una persona che aveva un'otite da un mese. Durante il quale ha preso due antibiotici, poi il cortisone, e non ha avuto alcun cambiamento. Aveva fitte di dolore ogni ora. Cinque minuti di trattamento. Fitte finite, la notte le esce "liquido" dall'orecchio, nelle due settimane successive gradualmente si riprende totalmente senza alcuna ricaduta.

Un'amica scrive dall'India. Aveva preso la febbre gialla, da una settimana vomitava praticamente tutto quello che mangiava. Dieci minuti di trattamento, alla fine dei quali aveva già una leggera sensazione di benessere. Il giorno dopo si è svegliata come nuova.

Altra situazione: la persona dice di sentire una sensazione strana in un certo punto del corpo, a volte anche durante momenti ben specifici. Un blocco emozionale, uno dei tanti che ci portiamo dentro e non ci rendiamo conto di quanto ci pesano, nel corpo fisico, e che spesso ci stimolano anche reazioni specifiche al presentarsi di determinati stimoli. Quindici minuti di trattamento e il problema non si è più presentato.

I blocchi sono di varia natura, e questi, quando sono traumi abbastanza forti da prendere, in un certo senso, una loro coscienza, diventano un po' come dei parassiti che ci portiamo dentro, che ci tolgono energia vitale. Questi, nei casi più gravi, possono richiedere anche diverse ore di trattamento prima di riuscire ad eliminarli completamente. Per quella che è la mia esperienza posso affermare che di questo tipo di traumi il 99% di chi lavora con l'energia non è neanche in grado di percepirli, figuriamoci di eliminarli. I più fortunati riescono, al massimo, a scalfirne un po' la superficie. Questi traumi possono portare a stati emozionali negativi abbastanza pesanti. Una persona su cui ho lavorato tempo fa, aveva problemi di ansia, legata proprio ad uno di questi "parassiti". Un problema che si portava avanti fin da piccola. Dopo trenta o quaranta minuti di trattamento, non sentiva molta differenza. Il giorno dopo questa persona si è svegliata in uno stato diverso da quello in cui era prima, sentendosi emozionalmente molto meglio. E, come le era stato anche preannunciato, nei due mesi e mezzo successivi ha avuto un graduale "riassestamento" emozionale, che la ha portata a liberarsi da quel peso e a vivere quindi in modo molto più sereno la vita.

Questi sono solo degli esempi dei risultati che si ottengono quando è il Sé a guidare l'operatore, ricordiamoci però che non sempre l'operatore può fare qualcosa, ma in alcuni casi deve semplicemente accettare la sua impotenza.

Ora, per dirla proprio tutta però, voglio essere chiaro su una cosa: la gente, idealmente, dovrebbe fregarsene di andare a farsi fare dagli altri i trattamenti energetici, ma dovrebbe invece imparare a lavorare su sé stessa. Negli articoli precedenti ho pubblicato per esempio la meditazione della centratura e una spiegazione introduttiva alla disciplina mentale, esercizi che tutti dovremmo imparare a fare quotidianamente, se il sistema scolastico pensasse in qualche misura anche alla nostra educazione, invece che a programmarci soltanto. Dato che non viviamo in società ideale però, spesso diventa necessario trovare qualcuno che ci dia una mano. Cerchiamo solo però di cercarlo con un po' di buon senso.

Prima di rivolgersi ad un (buon) operatore olistico, comunque, come anche prima di cominciare un percorso spirituale-iniziatico, bisognerebbe intanto farsi una domanda: io voglio vivere? voglio stare bene? voglio essere felice? voglio raggiungere il massimo della mia salute? O preferisco continuare ad essere soggetto al "fato", essere passivo agli eventi che accadono, rimanere intrappolato sempre negli stessi schemi, nelle stese abitudini? Se la risposta è subito chiara, ed è si, io voglio vivere, se siamo disposti ad iniziare un cammino di purificazione e trasmutazione interiore, allora può avere senso rivolgersi ad un operatore olistico, e ancor di più cominciare un percorso iniziatico. Altrimenti, è meglio prima provare a capire cosa vogliamo, e magari prendere comunque intanto l'abitudine di praticare quotidianamente la meditazione della centratura e la disciplina mentale, quantomeno per fare un po' chiarezza dentro si sé.

Se vuoi imparare ad usare l'energia sottile in modo consapevole ed efficace, dai un occhio al progetto che sto avviando, lo PsyClub, che puoi trovare anche su Telegram cercando @PsyClubItalia. La partecipazione è gratuita.

Se invece sei interessato a ricevere un trattamento, scrivimi dalla pagina contatti. I trattamenti lo posso fare a anche distanza: non serve che ci incontriamo di persona, posso farti un trattamento di riequilibrio energetico ovunque tu sia. Basta solo una videochiamata.

Ad maiora.