Gli esercizi che seguono sono delle pietre miliari della disciplina mentale. Questi non sono esercizi qualuqnue, ma sono l'inizio di tutta una serie di pratiche che si basano su di essi. Quindi, se non li pratichi, difficilmente potrai proseguire negli esercizi più avanzati. Nella pratica quotidiana, il mio consiglio è cominciare sempre con la centratura, per poi passare a questi (o altri) esercizi.

Osservazione dei Pensieri.

Si, qualcosa abbiamo già detto. Ora però è giunto il momento di sederti comodo, chiudere gli occhi, appoggiare la lingua alla parte superiore del palato, e calmare il respiro, usando il diaframma per respirare.

Il primo passo è imparare ad osservare il flusso di pensieri in terza persona. Osserva il fiume dei pensieri scorrere, e lascialo scorrere, senza farti trasportare. Distaccati dal fiume, rimanendo immobile in mezzo ad esso, imparando ad osservarlo. Alcuni le prime volte trovano utile immaginare di guardare il propro flusso di pensieri/immagini in uno schermo nella propria mente, come se fosse un film.

Nel momento che ti rendi conto che non stai più "guardando il film", ma lo stai vivendo, ovvero ti stai facendo trasportare dai pensieri, torna semplicemente a distaccarti da essi, continuando con l'esercizio.

Un'altra variante è questa: siediti comodo, chiudi gli occhi, e lascia fluire liberamente i pensieri, rimanendone distaccato. Osserva i tuoi pensieri scorrere, e memorizza ciò che osservi. Dopo 5 minuti, fermati e cerca di ricordare i pensieri che hai osservato scorrere. Con il passare dei giorni puoi aumentare il tempo, aggiungendo un minuto alla volta.

Concentrazione.

All'osservazione dei pensieri consegue, naturalmente, un loro acquietamento. Quando, dopo qualche minuto di pratica, il flusso di pensieri diventa più calmo, puoi passare alla fase di concentrazione.

Qui l'obiettivo è mantenere l'attenzione su un solo ed unico pensiero, o soggetto, il più semplice possibile. L'esercizio di rivivere la propria giornata, per esempio, è un esercizio di concentrazione. Per un artista, potrebbe essere un'opera da realizzare o una già realizzata, ma anche mantenere l'attenzione su ciò che stiamo facendo, in ogni momento, è concentrazione.

La mente però tende ad andare dove vuole, per questo dobbiamo allenarci a farla andare dove vogliamo noi. La meditazione, in questo senso, può essere vista come una palestra per la mente. Non a caso, stiamo parlando proprio di disciplina mentale, che comporta esercizio, addestramento, educazione, insegnamento.

Scegli un soggetto: un ricordo, un progetto, un'idea, un evento, un oggetto, alcuni versi di un testo, o quello che senti. Usa qualcosa di semplice. Puoi fissarti su un singolo oggetto, considerandone le varie caratteristiche, come dimensioni, peso, colore, temperatura, densità, come è costruito, come utilizzarlo, eccetera. Oppure puoi anche ragionare su un certo tema, scorrendo tra i vari collegamenti logici che lo compongono. Rivolgi quindi la tua attenzione al soggetto scelto. Dopo alcuni secondi probabilmente ti distrarrai e comincerai a pensare ad altro. Smetti di seguire il flusso di pensieri, distaccati, e torna a pensare al soggetto che hai scelto.

Conta quante volte ti distrai. Per farlo, puoi aiutarti con un rosario, facendo scorrere un grano ogni volta che ti distrai. Con il tempo, dovresti arrivare a pensare allo stesso soggetto almeno per un minuto all'inizio, e poi due, tre, cinque, dieci, e così via, aumentando pian piano il tempo, fino a quando nella tua intera giornata, da quando ti svegli a quando vai a dormire, il tuo flusso di pensieri sarà interamente sotto il tuo controllo.

Altri esercizi di concentrazione riguardano invece lo sviluppo dei sensi sottili. Per farla breve, per il momento potremmo vedere questi esercizi come uno sviluppo dell'immaginazione: quel solito "buio" nel quale siamo solitamente immersi quando immaginiamo deve trasformarsi da uno schermo vuoto e nero ad uno pieno e full hd, nel quale vedere, udire, annusare, gustare e toccare ciò che immaginiamo.

Fissa la tua mente su un solo, semplice oggetto, come una pallina rossa. Pensa solo e soltanto ad essa, eliminando ogni altro pensiero-distrazione che ti passa per la testa. Osservala, guardala, fino a visualizzarla nitidamente. All'inizio ci sarà il buio, poi, pian piano, potrà diventare una sfumatura rossa, per poi prendere una forma più tonda, fino a diventare la pallina che vuoi immaginare, chiara e nitida in ogni dettaglio.

Una volta imparato a visualizzare la pallina rossa, si può passare a soggetti più complessi, aggiungendo anche gli altri sensi. Per esempio, l'oggetto successivo potrebbe essere il pendolo di un orologio, del quale, oltre a visualizzarlo, possiamo anche ascoltare il ticchettio. Per maggiori approfondimenti sullo sviluppo dei sensi sottili, consiglio in particolare la lettura di Franz Bardon, Introduzione alle Dottrine Ermetiche, Volume 1, e degli Yogasutra di Patanjali. Torneremo comunque a parlarne in altri documenti.

Silenzio.

Nel momento in cui arrivi a mantenere la tua attenzione stabile su un certo soggetto per almeno un minuto, allora puoi anche passare al passo successivo: il silenzio. Il "silenzio" è un simbolo e in quanto tale è possibile interpretarlo in vari modi. Per quel che ci interessa ora, fare silenzio vuol dire molto semplicemente fermare il chiacchierio mentale.

Quando, nella tua meditazione, hai calmato la mente e stabilizzato la tua attenzione, riuscendo a mantenerla sul soggetto scelto per almeno due minuti, allora puoi cominciare ad esercitare anche il silenzio. Per farlo, smetti di pensare al soggetto scelto, e blocca sul nascere ogni pensiero che affiora nella mente. Smetti di pensare.

Per semplificare le cose, puoi concentrarti sul tuo respiro. Ascoltare l'aria entrare dalla bocca, passare nella trachea e riempire i polmoni, per uscire, e rientrare ancora. Senti il respiro fluire libero, e con esso la tua energia vitale, interiore, mentre nella tua testa regna il silenzio.

Nella concentrazione i pensieri-distrazioni che non riguardano il soggetto scelto vanno respinti, bloccati, ignorati, affinché la nostra attenzione rimanga sul soggetto scelto. Nel silenzio, ogni pensiero va spento, eliminato sul nascere. La mente deve essere libera e calma. Una tela bianca. Un oceano immobile.

Per fare silenzio nella mente non servono chissà quali tecniche, devi solo interrompere totalmente e letteralmente il tuo flusso di pensieri, e restare con la mente in silenzio. Semplicemente concentrati sul respiro, blocca i tuoi pensieri, e nient'altro. All'inizio ovviamente potrebbe non essere così semplice, e il silenzio non durerà molto a lungo, ma come sempre, serve la pratica.

Allenati a rimanere con la mente in silenzio sempre più a lungo senza distrarti. Il silenzio è una delle quattro pietre angolari dell'Opera, e va praticato ogni giorno. I momenti più importanti nel quale praticarlo sono all'inizio e alla fine della giornata.

Tre in Uno.

I tre esercizi precedenti possono essere visti anche come tre parti di un unico esercizio. Ovvero: all'inizio è caos, nel senso che il flusso di pensieri va dove vuole, continuamente attratto, o distratto, da nuovi stimoli. Poi inizia la pratica. Si comincia ad osservare questo flusso di pensieri, e così ci si rende conto del caos. Quindi si allena l'attenzione, si sviluppa la volontà, i sensi sottili, l'immaginazione, e l'intelletto.

Si fa ordine, si fa pulizia, si elimina il superfluo, e si comincia a direzionare in modo consapevole la propria mente, estirpando l'erba cattiva, e facendo crescere solo i pensieri che danno i frutti che interessano a noi. Ogni pensiero è un seme, al quale diamo la nostra luce quando rivolgiamo ad esso la nostra attenzione. Disciplare la mente vuol dire trattarla un po' come un giardino, della quale noi siamo il giardiniere. Possiamo scegliere cosa fare: o se stare tutto il tempo sotto un albero a guardare le nuvole, o darsi da fare, realizzando il nostro Eden.

Osserva il fiume caotico scorrere, sottraendoti dal suo influsso, attraverso il distacco. Con il distacco il vento smette di soffiare sulle acque, le quali dolcemente si calmano, aiutate anche dal respiro, che si uniforma, rallenta e diventa più profondo. Da tanti pensieri caotici, si passa dunque ad uno solo, ordinato dalla Volontà.

Osserva una pallina rossa. Nel farlo potresti pensare "pallina rossa!", in modo da richiamartela alla mente. Successivamente, potresti chiederti: di cosa è fatta la pallina rossa? Che dimensioni ha? Quanto pesa? È liscia o ruvida? Che profumo emana? E così via, cercando, dopo ogni domanda, di percepire le varie caratteristiche che vogliamo per la nostra pallina. Se immaginiamo una pallina rossa, di gomma, con una superficie liscia, proveremo a immaginare di toccare la pallina rossa e sentire sulle nostre dita che affondano nella gomma, o il suono prodotto quando le passi sulla superficie liscia della pallina.

Quando l'attenzione è fissa e stabile, si comincia a togliere tutto ciò che c'è: prima il pensiero, e poi il seme, il soggetto scelto, la pallina rossa, e si rimane nel silenzio. Nel silenzio il respiro si eleva oltre la materia fisica, e diventa un respiro sottile, un respiro vitale, che elevandosi arriva a sintonizzarsi con il respiro cosmico, universale. Il silenzio mentale sprofonda nel vuoto eterno dello spazio infinito.

Il silenzio per elevarsi deve svuotarsi. A riempirlo ci sono il corpo, il respiro, i sensi, l'immaginazione. Quando la tua attenzione è fissa e stabile sulla pallina rossa, elimina le parole, il chiacchierio mentale, e visualizza la pallina rossa senza parlarti nella mente, ma bloccando ogni frase-pensiero sul nascere. Poi, elimina anche la pallina rossa, un poco alla volta: il profumo, la densità, la forma, il colore. Fino a quando della pallina rossa, o del seme, non rimane che l'essenza, e null'altro.

Oppure, togli anche quell'essenza, e sposta la concentrazione sul corpo, sul respiro. Sentirai ancora l'ambiente intorno a te: cerca di eliminare le percezioni esterne. Continua a togliere, a svuotare la tua mente, fino a quando resti solo te, Coscienza, nel Centro, nel cuore, e intorno a te, l'Eterno.

Ad maiora.