Iniziamo con il chiederci: cos'è lo spazio?

"Quel luogo o tempo che sta di mezzo tra due termini; fig. capacità di contere i corpi."

- Spazio, Dizionario Etimologico Pianigiani.

"Lo spazio è l'entità indefinita e non limitata che contiene tutte le cose materiali. Queste, avendo un'estensione, ne occupano una parte ed assumono nello spazio una posizione, la quale viene definita in maniera quantitativa secondo i principi della geometria, e qualitativa, in base a relazioni di vicinanza (lontananza) e di grandezza (piccolezza).
Lo spazio fisico reale si ritiene sia tridimensionale, anche se nella fisica moderna tale spazio tridimensionale è considerato come parte di un continuo a quattro dimensioni detto spazio-tempo, che comprende anche il tempo. In matematica possono essere definiti "spazi" con un numero di dimensioni anche maggiore di quattro, e con complesse strutture sottostanti. Le osservazioni sperimentali confermano finora l'ipotesi di uno spazio tridimensionale fino a dimensioni subatomiche. La fisica delle alte energie, ed in particolare gli esperimenti al Large Hadron Collider del CERN, ricercano possibili manifestazioni di extradimensioni su scale subatomiche.
Il concetto di spazio è considerato di fondamentale importanza per la comprensione dell'universo fisico. Tuttavia, c'è un disaccordo continuo tra i filosofi in merito al fatto se sia esso stesso un'entità, una relazione tra entità, o parte di un quadro concettuale."

- Spazio (fisica), Wikipedia.

Su cosa sia lo spazio in senso scientifico, oggi, ci sono varie opinioni, che qua lasceremo stare: quelle che invece ci interessano ora sono considerazioni di altro carattere. Riprenderemo infatti qualche idea legata alla filosofia classica, ma anche a teorie scientifiche meno conosciute rispetto a quelle ufficiali. Alcuni filosofi, antichi e moderni, parlano di Etere.

"La storia dell'etere inizia con gli antichi Greci, per i quali esso era l'elemento cristallino con cui era fatto l'universo. Platone, che nel Fedone parlava di terre perfette abitate da esseri superiori e situate al di sopra della terra a noi conosciuta, sosteneva che l'etere avesse la forma di un dodecaedro, solido regolare composto da dodici facce, il cui significato numerologico implicava una corrispondenza con i dodici segni dello zodiaco."

- Etere (elemento classico), Wikipedia.

"La terra vera e propria, la terra pura si libra nel cielo limpido, dove son gli astri, in quella parte chiamata etere da coloro che sogliono discutere di queste questioni; ciò che confluisce continuamente nelle cavità terrestri non è che un suo sedimento. Noi che viviamo in queste fosse non ce ne accorgiamo e crediamo di essere alti sulla terra, come uno che stando in fondo al mare credesse di essere alla superficie e vedendo il sole e le altre stelle attraverso l'acqua, scambiasse il mare per il cielo."

- Platone, Fedone, LVII.

Secondo quanto spiega anche Marco Todeschini nei suoi libri, l'etere, che è lo spazio, è un fluido. E quella che chiamiamo materia altro non è che spazio condensato, con un suo moto proprio. Possiamo immaginare l’etere nel suo stato primordiale come un oceano immobile, senza correnti, fermo. Quindi, non è spazio vuoto, ma è pieno: è un oceano di acqua-spazio. Quando in questo oceano, che oltre ad essere lo spazio, è anche quella che potremmo definire la Mente di Dio, Dio pensa, mette in moto lo spazio attraverso la sua Volontà, il Lògos, il Pensiero Creatore, differenziando l’etere.

Dando un moto allo spazio, il Pensiero prende Forma. In queste forme, lo spazio si differenzia, separando le zone dell'oceano con correnti e vortici, che condensano l'etere e generano così i vari livelli della materia, nei quali assume pertanto diversi gradi di densità. Tutto, quindi, è Etere, o Spazio, mosso dalla coscienza cosmica.

La materia solida è il livello più denso, sopra la quale stanno i liquidi, i gas e il plasma. Salendo ancora, arriviamo alle emozioni e ai pensieri, e infine ritorniamo allo Spirito, il Soffio Vitale, la Causa Prima del movimento.

"Aristotele ne diede una trattazione sistematica, rimasta prevalente in Occidente, sostenendo che l'etere costituiva l'essenza del mondo celeste, e distinguendolo così dalle quattro essenze (o elementi) di cui riteneva composto il mondo terrestre, stratificato dall'alto in basso in fuoco, aria, acqua ed infine terra. Aristotele riteneva che l'etere fosse eterno, immutabile, senza peso e trasparente; proprio per l'eternità e staticità dell'etere, il cosmo era un luogo immutabile, o quantomeno soggetto a mutamenti regolari, in contrapposizione alla Terra, luogo di continuo cambiamento. All'etere, infatti, egli attribuiva per natura il moto circolare, che entrando poi in contatto con gli altri quattro elementi giungeva a corrompersi diventando rettilineo. Mentre così le stelle fisse, incastonate nel cielo del firmamento, realizzavano il loro fine con un solo movimento, appunto attraverso il moto circolare uniforme, gli altri pianeti più vicini alla Terra lo realizzavano progressivamente per mezzo di più movimenti.
Il Sole e i diversi astri risultavano anch'essi fatti di etere, e ritenuti da Aristotele veri e propri esseri viventi dotati di anima, coincidenti con gli dèi della mitologia greca. L'etere inoltre era per lui qualcosa di denso che permeava tutti i luoghi celesti, nei quali perciò non esisteva nessuno spazio vuoto. In seguito la natura dell'etere continuò a essere discussa da stoici, neoplatonici, filosofi islamici, e quindi dagli scolastici medioevali, che in opposizione al meccanicismo democriteo, il quale ammetteva l'esistenza del vuoto, lo intendevano come il mezzo universale che riempiva lo spazio, attraverso cui tutto si propagava, e tutto connetteva in unità.
Per la sua caratteristica di essere «forza vitale conservatrice del ricordo delle forme», o «memoria biologica», l'etere era ritenuto l'elemento costitutivo dell'Anima del Mondo, che nel sistema filosofico di Plotino rappresentava l'ipostasi preposta alla generazione della vita, subordinata all'Intelletto il quale invece era la sede superiore delle Idee e dei modelli a cui sottostavano le forme viventi."

- Etere (elemento classico), Wikipedia.

Nella concezione aristotelica, il sistema cosmologico, fatto di cerchi o sfere concentriche, trova al centro la sfera della Terra, sopra la quale stanno l'Acqua, l'Aria e il Fuoco. Queste sono le quattro sfere sublunari, sopra le quali stanno le sfere planetarie, a partire, appunto, dalla Luna. Queste sono le stesse che poi, per esempio, l'Alighieri ha descritto nel Paradiso.

La cosmologia però, come sappiamo, non riguardano tanto l'astronomia, ma l'Uomo. In lui ritroviamo i quattro elementi. La Terra: i solidi, come le ossa o i muscoli; l'Acqua: i fluidi, come il sangue o la saliva; l'Aria: i gas, come l'ossigeno o l'anidride carbonica; e il Fuoco: l'attività elettromagnetica, che avviene in tessuti ed organi come i neuroni o il cuore.

Per estensione, possiamo associare a questi quattro elementi la loro controparte "spirituale", o meglio, in altre parole, l'attività, la funzione, il moto interiore, al quale sottostanno. E pertanto, la Terra: al sistema motorio, e quindi al movimento, all'azione; l'Acqua: ai bisogni primari come il nutrimento e la riproduzione, ma anche alle emozioni, come la paura o l'amore; l'Aria: la respirazione, la comunicazione, e, di conseguenza, la parola, il pensiero; e il Fuoco: l'ispirazione, la Coscienza, la comunione tra individuo e cosmo.

Risalendo le sfere, prendiamo il considerazione l'ultima, che è anche la Prima. La sfera che contiene tutte le altre. Questa, è la sfera che, idealmente, separa l'oceano di etere dall'Intelligenza che lo muove. Il raggio che unisce il centro alla circonferenza Prima (o superficie, parlando di sfere), e che interseca dunque tutte le altre, ovvero i vari strati della materia, possiamo facilmente associarlo al moto di condensazione e solvimento dell'etere. Un moto che attraversa, come abbiamo capito, i vari strati della materia, dal più rado, al più denso, e viceversa.

Soffermiamoci un momento su questo aspetto. Se il moto è bidirezionale, da un punto di vista puramente simbolico, più che un raggio, dovremmo usare un diamentro, il quale, essendo il doppio del raggio, meglio identifica questa bidirezionalità del moto. Inoltre, istintivamente, osservando la natura intorno a noi, sappiamo, come abbiamo sottinteso finora, che la terra sta sotto all'acqua, che sta sotto all'aria, che sta sotto al sole-fuoco. Un moto, quindi, verticale.

Se pensiamo ai campi magnetici (fuoco) dei pianeti (terra), oppure più semplicemente ad una mela, possiamo osservare in questi questo stesso moto, il quale - sostanzialemte, con la sua spazio-dinamica - genera un toroide. Una forma ormai abbastanza conosciuta, costituita per l'appunto da un asse verticale (origine del moto di rotazione), il quale si apre verso gli estremi dando forma a un doppio cono, le cui due punte sono dunque rivolte al centro, e dalla sfera o dalle sfere o strati concentrici che nel definiscono il campo (o gli spazi, come il torsolo, la polpa e la buccia della mela).

Semplifichiamo le cose e prendiamo in considerazione solo un cerchio, diviso in due, verticalmente, dal suo diamentro. Così facendo, troviamo la prima divisione dell'unità, che si manifesta nelle due polarità: sinistra e destra, maschio e femmina. Questo, in Alchimia, è il simbolo del Salnitro, lo Spirito che penetra la Materia.

Stiamo parlando, oltre che di un moto, di una forza, di tipo maschile, attiva, causa del moto, la cui polarità opposta, come sappiamo, è la forza femminile, passiva, effetto del moto. Questa seconda forza la ritroviamo nell'equatore terrestre, il quale è appunto un effetto dell'asse di rotazione verticale, un cerchio di stabiltà e contenimento, nel quale la materia-vita si sviluppa.

L'equatore divide la terra in due emisferi, il nord e il sud. Semplificando di nuovo e tornando ad un cerchio bidimensionale, l'equatore qui diventa il diametro orizzontale che separa in due parti, alto e basso, la nostra Unità, il cerchio. Questo, in Alchimia, è il simbolo del Sale, la sostanza cristallizata.

Unendo a questo punto i due simboli del Salnitro e del Sale, otteniamo il simbolo della croce inscritta nel cerchio. Questa croce divide l'Unità in quattro: i Quattro Elementi. Che sono, pertanto, le quattro modalità con le quali l’Etere si manifesta attraverso le due forze.

"Questo è il simbolo alchemico del Verderame, che rappresenta, anche grazie alla forza evocativa del suo colore, la vita manifestata, la vegetazione, la Natura fecondata, l’ovulo."

- Introduzione all'Alchimia, Loggia Giordano Bruno.

In astrologia, lo stesso simbolo rappresenta la Croce Cardinale: i suoi assi corrispondono all'inizio dei quattro segni cardinali, ariete, cancro, bilancia e capricorno, e i suoi quattro vertici sono le quattro porte nel quale entra il sole all'inizio delle quattro stagioni. Aggiungendo a questo simbolo "il moto", o meglio, ruotandolo, possiamo meglio notare che rappresenta in effetti una ruota, o meglio, la Rota.

La quale, ruotata di 45 gradi, diventa la Croce Fissa, così chiamata perché interseca i quattro segni fissi, ovvero toro, leone, scorpione e acquario. Il suoi quattro vertici rappresentano i punti mediani delle stagioni, ovvero i momenti nelle quali queste arrivano alla loro massima espressione. La Croce Fissa simboleggia infatti la realizzazione, il compimento.

Unendo entrambi le croci, otteniamo il simbolo della croce con otto raggi che ritroviamo anche nella carta della Ruota della Fortuna, la decima dei tarocchi, nella quale agli angoli sono disegnati proprio i simboli dei quattro segni fissi. Il dieci, per i pitagorici, è il numero perfetto, somma dei primi quattro numeri naturali: 1+2+3+4=10. L'Uno corrisponde al Fuoco, il due all'Acqua, il tre all'Aria e il quattro alla Terra.

Concludiamo, infine, arrivando al quadrato. Graficamente è abbastanza facile: basta unire i quattro vertici della Croce Fissa. Otteniamo così il quadrato inscritto nel cerchio. Un simbolo tradizionalmente piuttosto diffuso e conosciuto, nel quale il cerchio è associato al Cielo e il quadrato alla Terra: Spirito e Materia, Trascendente ed Immanente.

A presto.